L’invecchiamento del parco circolante

Data
27 ottobre 2015
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L'invecchiamento del parco circolante

Il parco circolante italiano continua ad invecchiare. L’ennesima conferma arriva dai dati del convegno “Automotive: ripresa o ripresina?”, tenutosi nei giorni scorsi a Milano e organizzato da Federmotorizzazione Confcommercio con la collaborazione di Assomobilità Milano e Quattroruote Professional.

Il parco auto circolante italiano ha più di 10 anni di vita. I numeri indicano che l’auto resta un “bene essenziale” per circa 29 milioni di italiani che devono muoversi per recarsi allo studio o a lavoro. Il 71% dei loro spostamenti, infatti, avviene sulle quatto ruote. Il dato preoccupante è che l’automobile sta diventando sempre più “anziana”: tra gli oltre 37 milioni di veicoli in circolazione, il 50% delle vetture ha più di 10 anni di vita e il 30% è di omologazione di Euro 0, 1 o 2, con tutto ciò che ne consegue (minor sicurezza, maggior inquinamento..).

A complicare ulteriormente la situazione è il calo dalla facilità di acquisto : nel 2007, il 13,8% del mercato privato era rappresentato da clienti fra i 18 e i 29 anni, mentre oggi la quota è scesa all’8%. Un’ulteriore conferma del fatto che il 39% delle immatricolazioni del 2014 riguardano persone over 50.

Ha spiegato il presidente di Federmotorizzazione e Assomobilità Simonpaolo Buongiardino “Dal 2008 abbiamo lasciato sul campo oltre cinque milioni di autoveicoli, riportando le vendite del comparto indietro di 35 anni’’. Anche l’occupazione ha fatto registrare una contrazione decisamente sensibile: oggi, gli addetti del settore dell’auto (l’11% del Pil italiano) sono 950 mila, ma nel 2007 erano 1 milione e 250 mila; neppure la ripresa dei primi otto mesi del 2015 (con un milione di autoveicoli immatricolati) permette ancora di recuperare i margini.

Parco Circolante 2

Oggi il prelievo che grava sugli automobilisti è enorme: 16,80%.  Ecco perché dal convegno arrivano specifiche richieste alle istituzioni: abbattimento del carico fiscale, eliminazione dell’applicazione dell’Iva sull’usato e incentivi (anche per elettrici e ibridi) per agevolare il rinnovo del parco circolante.

Così oltre a una maggiore sicurezza per i cittadini, ci sarebbero tanti vantaggi per le casse pubbliche. In base al trend del 2015, infatti, tra Ipt e Iva alla fine dell’anno, lo Stato incasserebbe 1,2 miliardi in più rispetto al 2014″. Opportunità che Roma non sembra esser tenuta in considerazione.

Servono misure del governo per agevolare gli acquisti. Sono fondamentali incentivi per sostituire i veicoli Euro 0/1 con Euro 4/5/6 più moderni, efficienti ed ecologici. Per rendere così più sicuro un parco circolante ormai obsoleto.

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