Donne discriminate in Iran guida senza velo sequestrate migliaia di automobili

Data
22 dicembre 2015
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Dal mese di marzo 2015, in Iran, sono state sequestrate migliaia di autovetture alle donne le quali, durante la guida,  non indossavano correttamente il tradizionale hijab, secondo quanto prescritto dal codice di abbigliamento islamico obbligatorio. Lo ha reso noto martedì 15 dicembre la polizia stradale di Teheran.

Dalla rivoluzione islamica del 1979, è obbligatorio per le donne iraniane indossare il velo in pubblico. Negli ultimi anni, tuttavia, c’è stato un allentamento delle norme che regolano il codice di abbigliamento femminile e molte donne hanno iniziato a indossare veli colorati o che coprono solo parzialmente il loro capo.

“Negli ultimi otto mesi ci siamo occupati di oltre 40mila casi di hijab indossato in modo non appropriato”, ha dichiarato Hosseini, citato dall’agenzia di stampa semiufficiale Isna. “Nella maggior parte dei casi, le auto sono state sequestrate e sono stati avviati dei procedimenti giudiziari”, ha aggiunto, precisando che le donne giudicate colpevoli rischiano una multa o un richiamo formale, oltre al sequestro dell’auto per una settimana.

Donne discriminate in Iran guida senza velo sequestrate migliaia di automobili

Non sono mancati i casi di donne multate perché ritenute colpevoli di non essere velate in modo corretto. Nel mese di settembre, il tribunale di Teheran ha multato due giovani donne con un’ammenda di 260 dollari (230 euro), accusate di aver violato il codice di abbigliamento indossando in modo scorretto il proprio hijab.

A novembre il capo della polizia iraniana, Hossein Ashtari, ha lanciato un avvertimento e ha minacciato il sequestro delle vetture per una settimana. “In base alla legge, la polizia ha il dovere di contrastare seriamente tutti coloro che non rispettano il codice di abbigliamento islamico e di conseguenza non indossano in modo corretto il velo alla guida”, si legge in una nota diffusa dalla tv di stato iraniana Irib.

Non è mancato il plauso di 189 membri del Parlamento iraniano, che il 18 novembre 2015 hanno firmato una lettera nella quale ringraziavano la polizia per gli sforzi fatti nel garantire la sicurezza, in particolare il loro impegno svolto nel contrastare i crimini sessuali e le violazioni del codice di abbigliamento islamico.

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